2 April 2020

Contributi pubblici e servizi di mobilità locale: regime Iva

Con la Risposta a interpello n. 92 del 24 marzo 2020, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito al regime fiscale delle società di gestione dei servizi di mobilità locale, in particolar modo del regime IVA dei contributi pubblici ricevuti dalla Regione e dai Comuni partecipanti e della detraibilità dell’imposta corrisposta sugli acquisti effettuati per la realizzazione delle attività affidate in gestione.

Per quanto riguarda la rilevanza ai fini IVA dei contributi pubblici percepiti, l’Agenzia delle Entrate precisa che una prestazione di servizi è effettuata “a titolo oneroso” e configura, pertanto, un’operazione imponibile, “soltanto quando tra l’autore di tale prestazione e il beneficiario intercorra un rapporto giuridico nell’ambito del quale avvenga uno scambio di prestazioni sinallagmatiche, nel quale il compenso ricevuto dall’autore di tale prestazione costituisca il controvalore effettivo del servizio fornito al beneficiario. (…) ciò si verifica quando esiste un nesso diretto fra il servizio fornito dal prestatore e il controvalore ricevuto, ove le somme versate costituiscono un corrispettivo effettivo di un servizio individualizzabile fornito nell’ambito di un siffatto rapporto giuridico”.
In linea generale, un contributo assume rilevanza ai fini IVA se erogato a fronte di un obbligo di dare, fare, non fare o permettere, ossia quando si è in presenza di un rapporto obbligatorio a prestazioni corrispettive.
La qualificazione di una erogazione quale corrispettivo ovvero quale contributo pubblico deve essere individuata innanzi tutto in base a norme di legge, siano esse specifiche o generali, nonché a norme di rango comunitario. Qualora l’individuazione dei criteri di definizione del rapporto non siano riscontrabili nella norma, trovano applicazione i seguenti criteri di natura sussidiaria: 1) acquisizione da parte dell’ente erogante dei risultati dell’attività finanziata; 2) previsione di una clausola risolutiva espressa o di risarcimento del danno da inadempimento; 3) presenza di una responsabilità contrattuale.
Sulla base di tali considerazioni, dunque, i contributi ricevuti dalla società cui sono affidate attività di gestione della mobilità locale (gestione della sosta a tariffa; progettazione e gestione di aree e strutture per la sosta e il parcheggio; controllo sulla sosta degli autoveicoli e rimozione degli stessi; gestione e manutenzione della segnaletica e della semaforica; elaborazione dati utili al monitoraggio del traffico, alla rilevazione della domanda di parcheggio e alla determinazione delle tariffe di sosta; gestione e sviluppo delle reti e delle dotazioni patrimoniali finalizzati al TPL e alla mobilità; supporto agli enti locali nelle attività di programmazione; affidamento del servizio di TPL per l’ambito territoriale di competenza; gestione del contratto di servizio di TPL; implementazione di soluzioni innovative per la gestione e analisi del traffico e della mobilità), a fondo perduto sulla base della legge regionale, che provvede a contabilizzare gli stessi in conto esercizio, senza convenzioni o atti riconducibili allo schema contrattuale a prestazioni corrispettive che disciplinino diritti e obblighi tra la Società e gli enti eroganti, costituiscono contributi pubblici fuori campo IVA, alla stregua delle cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro.
Per quanto concerne la detrazione dell’IVA sugli acquisti, secondo l’Agenzia delle Entrate, vale il principio generale in base al quale è possibile detrarre l’IVA relativa agli acquisti di beni o servizi se, e nella misura in cui, i predetti acquisti riguardino l’effettuazione di operazioni imponibili o assimilate a queste ultime ai fini della detrazione.