30 May 2020

Esonero contributivo per le assunzioni di infratrentacinquenni negli anni 2019-2020, le istruzioni Inps


L’esonero strutturale applicabile alle assunzioni a tempo indeterminato di giovani, a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2020, risulta fruibile per le assunzioni di giovani infratrentacinquenni effettuate nelle annualità 2018, 2019 e 2020, mentre solo a partire dall’annualità 2021, il limite anagrafico per accedere all’esonero sarà stabilito a 30 anni di età. Con circolare n. 57 del 28 aprile 2020, l’Inps fornisce un riepilogo del quadro di riferimento dell’agevolazione e le indicazioni per la fruzione della misura per gli anni 2019 e 2020


Come noto, l’art. 1, co. 10, della L. n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), abrogando l’originaria previsione di cui all’art. 1-bis del D.L. n. 87/2018 (cd. Decreto Dignità), ha modificato la disciplina dell’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nelle annualità 2019 e 2020 in favore di giovani che non avessero compiuto 35 anni di età e non fossero stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro, e l’ha ricompresa nell’alveo applicativo di cui alla L. n. 205/2017. Di conseguenza, l’esonero strutturale applicabile alle assunzioni a tempo indeterminato di giovani risulta oggi fruibile per le assunzioni di giovani infratrentacinquenni effettuate nelle annualità 2018, 2019 e 2020, mentre solo a partire dall’annualità 2021, il limite anagrafico per accedere all’esonero sarà strutturalmente individuato nei 30 anni di età.
Al riguardo, dunque, restano fermi il campo di applicazione, i rapporti incentivati, le condizioni di spettanza e la natura, la misura e la durata del beneficio.
Nello specifico, l’esonero è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore, ivi compresi i datori di lavoro del settore agricolo, con esclusione della Pubblica amministrazione, individuabile assumendo a riferimento la nozione e l’elencazione recate dall’art. 1, co. 2, del D.Lgs. n. 165/2001.
Quanto al lavoratore, nel corso della sua vita lavorativa il medesimo non deve essere stato occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, in forza di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Tale requisito deve essere rispettato solo al momento della prima assunzione o trasformazione. Eventuali periodi di apprendistato, svolti in precedenza presso il medesimo o altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto a tempo indeterminato, non sono ostativi al riconoscimento dell’agevolazione. Simili considerazioni valgono anche nel caso in cui il lavoratore abbia avuto uno o più rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato o rapporti di lavoro domestici. Non si ha diritto alla fruizione dell’esonero anche laddove il precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato si sia risolto per mancato superamento del periodo di prova ovvero per dimissioni del lavoratore.
Sono incentivabili tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, sia le nuove assunzioni che le trasformazioni di precedenti rapporti a termine, con orario full time o part time, fermo restando il rispetto del requisito anagrafico in capo al lavoratore alla data della nuova assunzione o della conversione a tempo indeterminato. Sono invece esclusi i contratti di apprendistato, di lavoro intermittente, ancorché stipulato a tempo indeterminato, i rapporti di lavoro domestico.
Il diritto alla legittima fruizione dell’esonero contributivo è subordinato al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione (art. 31, D.Lgs. n. 150/2015), ad eccezione della condizione ostativa rappresentata dal fatto che l’assunzione costituisca attuazione di un obbligo preesistente stabilito da norme di legge o dalla contrattazione collettiva (art. 31, co. 1, lett. a), D.Lgs. n. 150/2015), che dunque non rileva. Ulteriormente, non trova applicazione il disposto secondo il cui l’incentivo non spetta qualora l’assunzione riguardi lavoratori licenziati, nei 6 mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava una sostanziale coincidenza degli assetti proprietari ovvero rapporti di controllo o collegamento con il datore di lavoro che assume (art. 31, co. 1, lett. d), D.Lgs. n. 150/2015). Nel caso dell’esonero, infatti, la finalità di contrastare comportamenti volti esclusivamente a reiterare la fruizione di agevolazioni in capo allo stesso gruppo di imprese, è assorbita dalla previsione specifica per cui nelle ipotesi di licenziamenti e successive assunzioni dello stesso lavoratore in capo a datori di lavoro collegati, il beneficio riconoscibile è solo quello eventualmente residuo.
Ancora, la fruizione dell’esonero contributivo è subordinata (art. 1, co. 1175, L. 27 dicembre 2006, n. 296):
– alla sussistenza della regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale;
– all’assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e dal rispetto degli altri obblighi di legge;
– al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
In riferimento alla misura, l’esonero riguarda il 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e non può comunque essere superiore alla misura massima di 3.000,00 euro su base annua, da riparametrare su base mensile. La soglia massima di esonero è, pertanto, riferita al periodo di paga mensile ed è pari a 250,00 euro (3.000/12). Per i rapporti instaurati ovvero risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 8,06 euro (250/31 gg) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo.
Detta riduzione opera per un periodo massimo di 36 mesi a partire dalla data di assunzione del lavoratore e può essere riconosciuta, per l’eventuale periodo residuo, in capo ad altri datori di lavoro che procedano all’assunzione del medesimo soggetto.
Nell’esposizione delle denunce mensili, il datore di lavoro interessato deve attenersi alle indicazioni già fornite. Nello specifico, a partire dal flusso Uniemens di competenza aprile 2020, per i lavoratori per i quali spetta l’esonero, essi devono così valorizzare all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, elemento <Incentivo> i seguenti elementi:
– nell’elemento <TipoIncentivo>, il valore “GECO” avente il significato di “Esonero contributivo articolo 1, commi 100 e seguenti, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 e L. n. 160/2019 comma 10”;
– nell’elemento <CodEnteFinanziatore>, il valore “H00” (Stato);
– nell’elemento <ImportoCorrIncentivo>, l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente;
– nell’elemento <ImportoArrIncentivo>, l’importo dell’esonero contributivo relativo ai mesi di competenza compresi tra gennaio 2019 ed il mese di esposizione; la valorizzazione del predetto elemento può essere effettuata esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza di aprile, maggio e giugno 2020.
Ai fini dell’applicazione di controlli finalizzati al monitoraggio della spesa, per il recupero degli arretrati è richiesta anche la compilazione dell’elemento <InfoAggcausaliContrib> secondo le seguenti modalità:
– nell’elemento <CodiceCausale> va indicato il codice causale definito per il conguaglio relativo all’esonero contributivo arretrato “L473”;
– nell’elemento <IdentMotivoUtilizzoCausale> va inserito il valore ‘N’;
– nell’elemento <AnnoMeseRif> va indicato l’anno e il mese di riferimento del conguaglio;
– nell’elemento <ImportoAnnoMeseRif>, l’importo conguagliato, relativo alla specifica competenza.
L’esonero contributivo non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, limitatamente al periodo di applicazione degli stessi, mentre lo è con gli incentivi che assumono natura economica, fra i quali:
– l’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili (art. 13, L. 12 marzo 1999, n. 68);
– l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI (art. 2, co. 10-bis, L. n. 92/2012);
– l’incentivo “Occupazione Sviluppo Sud” nel limite massimo di un importo pari a 8.060 euro su base annua per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile. Al riguardo, nelle ipotesi in cui i datori di lavoro, nel corso dell’annualità 2019, abbiano iniziato a fruire dell’incentivo sull’intera contribuzione datoriale sgravabile ed abbiano comunque interesse a fruire per le mensilità successive dell’esonero strutturale, la fruizione di quest’ultimo può avvenire utilizzando i predetti codici di conguaglio, a partire dal tredicesimo mese di rapporto di lavoro, per un totale di ulteriori 24 mesi;
– l’incentivo “Occupazione NEET”, applicabile alle assunzioni effettuate nel corso delle annualità 2018 e 2019;
– l’”IncentivO Lavoro (IO Lavoro)” (D.D. ANPAL n. 52).