30 May 2020

Indennità di malattia e integrazione salariale, confermati i criteri di prevalenza


Con messaggio n. 1822 del 30 aprile 2020, l’Inps fornisce chiarimenti in merito al rapporto intercorrente tra indennità di malattia e i diversi trattamenti di integrazione salariale: CIG, assegno ordinario FIS e CIG in deroga. Le indicazioni sono da ritenersi valide anche con riguardo alle domande di prestazioni intervenute nel corso dell’emergenza epidemiologica per COVID-19.


In via generale, secondo la previsione di cui all’art. 3, co. 7, del D.Lgs. n. 148/2015, il trattamento di integrazione salariale sostituisce, in caso di malattia, l’indennità giornaliera Inps, nonché l’eventuale integrazione contrattualmente prevista. Nel dettaglio, tuttavia, la prassi amministrativa (Inps, circolare n. 197/2015 e circolare n. 130/2017) regola diversamente le fattispecie che in concreto possono verificarsi.
Così, laddove lo stato di malattia insorga durante la sospensione dal lavoro (a zero ore), il lavoratore continua ad usufruire delle integrazioni salariali (cassa integrazione o assegno ordinario). L’attività lavorativa, infatti, è totalmente sospesa e non sussiste obbligo di prestazione da parte del lavoratore, il quale, pertanto, non è tenuto nemmeno a comunicare lo stato di malattia, continuando a percepire le integrazioni salariali.
Qualora, invece, lo stato di malattia sia precedente l’inizio della sospensione dell’attività lavorativa, occorre distinguere due ipotesi:
– se la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene ha sospeso l’attività, anche il lavoratore in malattia entra in CIG o beneficia dell’assegno ordinario, dalla data di inizio della sospensione;
– se non viene sospesa dal lavoro la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene, il lavoratore in malattia continua a beneficiare dell’indennità di malattia, evidentemente laddove prevista dalla vigente legislazione.
Infine, laddove l’intervento di cassa integrazione è relativo ad una contrazione dell’attività lavorativa, quindi riguarda dipendenti lavoranti ad orario ridotto, prevale l’indennità economica di malattia; quanto all’assegno ordinario, in caso di riduzione di orario, esso è non dovuto per le giornate di malattia, indipendentemente dall’indennizzabilità di queste ultime.
Le suddette regole per la cassa integrazione salariale ordinaria si applicano, in via analogica, alla CIG in deroga.
Tanto premesso, non essendo intervenute modifiche alla disciplina in materia, la stessa continua ad applicarsi anche con riguardo alle domande di prestazioni di integrazione salariale (CIG, FIS, CIGD) intervenute nel corso dell’emergenza epidemiologica per COVID-19.